Ieri sera, non so per quale motivo, mi è tornato in mente della prima volta che mi sono dichiarato a un ragazzo. Dichiarato… Gli ho detto che mi piaceva. E di come lui mi avesse detto: no grazie. Come ci ero rimasto male! Stavo talmente sotto a un treno che ero uscito prima dal lavoro e mi ero rinchiuso a piangere in un cinema. Davano Hairspray. A ripensarci oggi mi viene da ridere. Anche perché lui tre anni dopo mi ha confessato che in verità gli piacevo ed era stato un coglione. Col senno di poi posso dire che l’ho scampata bella.

Qualche settimana fa, invece, dal nulla mi scrive un ragazzo con cui avevo fatto merenda nei mesi scorsi e facendo tutto un giro strano arriva infine a chiedermi come mai non avessimo fatto sesso quando ci siamo visti. Sinceramente io ero all’oscuro del fatto che lui avesse tale intenzioni, se l’avessi saputo forse… No va beh, forse niente.

Sempre il mese scorso poi a un concerto mi arriva un sms da un numero sconosciuto che recitava più o meno “dato che siamo nello stesso posto ti va un saluto?”. Io ci metto qualche messaggio per capire chi fosse: un ragazzo con cui avevo preso una pizza quattro anni fa e che poi era prontamente sparito. Ammetto che c’è stata nell’aria della perplessità.

Sempre di recente un caro amico mi chiede, facendo anche in questo caso uno strano giro, se fossi single o meno… Per un suo amico!, che -dice lui- mi trova carino, l’ho colpito etc etc. Ovviamente poi il soggetto in questione mica s’è fatto sentire (pur avendo tutti i mezzi), suppongo aspetterà quei due o tre anni per.

Non so, per me la scusa del disagio psicologico alla Sara Tommasi non regge più, è che siete proprio  coglioni.

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