Al mio solito sono arrivato decisamente in anticipo nonostante credessi di essere in estremo ritardo. Ho preso posto e sono in attesa che il concerto inizi. Da qui, abbastanza in alto, posso vedere quasi tutta la Royal Albert Hall: la platea, le gallerie, e i palchetti. Mi sento un po’ come Julia Roberts in Pretty Woman o Cher in Stregata dalla Luna, ma con me nessun affascinante accompagnatore. Anzi, in questo caso nessun accompagnatore proprio. Mentre sono seduto qui vedo le persone che pian piano iniziano a prendere posto. Inizio a fantasticare su chi si sarebbe seduto accanto a me.

Giorni fa, in Italia, mentre scendo di corsa in metropolitana all’improvviso, di fronte a me, vedo un manifesto. Mi fermo e lo guardo, con faccia di gesso. Un volto noto, parrebbe. Lo riguardo. Mi pare surreale. Ma invece no, è proprio lui: quello che da sempre mi fa venire gli occhi heart shaped. Mica è un modello, che ci fa sopra un manifesto mi dico io! Sotto casa, e probabilmente sparso per tutta la città. Una persecuzione. Quelle cose che nella mia testa succedono solo nei film di Nora Ephron. E invece no. Ma come ci sei finito lì sopra? gli chiedo poi io. Ma io non lo sapevo, accompagnavo un’amica e poi hanno fatto le foto a me, dice lui. A questo manco Nora ci sarebbe arrivata. Forse Losito.

Così, per questi accadimenti un po’ da commedia di seconda mano che non decolla mai, mi chiedo chi sarà il mio vicino durante il concerto di Olivia Newton John alla Royal Albert Hall. Copione vorrebbe che il sosia di Ben Whiswhan (o lui stesso, se il budget della commedia in questione non fosse troppo da barboni) si sedesse qui accanto a me e attaccasse bottone, col suo sorriso da far tremare le ginocchia. E invece mi prende l’angoscia, perché lo so, non arriverà né Richard Gire né Nicolas Cage. E difatti arriva solo un giovane ciccione che con la sua stazza riesce ad occupare anche metà della mia poltroncina.

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