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Rapido compendio su qualche serie in onda in questa stagione TV; nuovi serial e vecchie glorie, qualche sorpresa e un po’ di noia.

Revolution: la serie senza curva dell’attenzione, peggio di The Ringer o Terranova. E ce ne vuole…

-666 Park Avenue è brutto, ma non abbastanza da fare il giro, quindi risulta solo noioso, a stento ridicolo (manco quello in pratica). Cast delle grandi occasioni sprecatissimo. Delusional.

AHS Asylum è tutto troppo subito, ma alla terza puntata è già  abbastanza normalizzato e quindi pare avere più senso: quasi diventa confortante e accogliente nel suo carillon di macabre efferatezze. Quasi.

Revenge ormai è completamente random e disordinato. I poverismi della prima serie ormai non sono nemmeno più divertenti. Noia.

Pretty Little Liars: terza stagione col botto e special Halloween epico epicissimo. Da guardare e riguardare con gli occhi a cuore dall’inizio alla fine.

Don’t Trust The Bitch si conferma in questa seconda stagione serie cult. Cattiva e spassosa, ironica e cinica, divertente e spensierata. Istant cult.

Bunheads della Palladino inizia abbastanza bene e continua tale, non con il botto ma piacevole. Il miracolo Gilmore Girls non si è ripetuto, ma la stessa atmosfera e spesso gli stessi personaggi la rendono ugualmente guardabile. Ora servirebbe anche una storia.

Mindy Project fa ridere cinque minuti e poi è la solita minestra della trentenne sfigata che cerca la favola. Bitch please… Mettiti in coda.

Miss Fisher è delizioso, una serie australiana ambientata negli anni ’20 con una civettuola e improvvisata investigatrice. Alle medie lo avrei amato alla follia. Consigliato.

Grey’s Anatomy è alla deriva della depressione più totale: di idee, di intenti e di umori.

Downton Abbey sempre buono, nelle ultime due puntate in particolare ci ha regalato bei momenti.

Parade’s End: vista mezza puntata e chiuso tutto, la noia totale. La brutta copia kinky di Downton.

Elementary ha qualcosa che continua a non andare: le intenzioni? Il target? Non so, ma per ora continuo a seguirlo perché i personaggi hanno dentro di sé del potenziale non da poco. Anche questo mi pare un po’ troppo depressivo laddove vorrebbe essere nero.

Hit & Miss: bellissimo dall’inizio alla fine. Chloë Sevigny transessuale killer  fa quello che le riesce meglio in ogni pellicola in cui abbia messo la faccia: pompini.

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