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Su Madonna e il suo nuovo album è vero che si è anche detto già troppo -e già troppo se ne era detto anche prima uscisse- della serie “ne abbiamo tutti le palle piene” e quindi non mi dilungherò su riflessioni un po’ masturbatorie in merito a quanto ancora risulti moderno e vitale Music in confronto a MDNA, stantio ancora prima di essere sfornato, ma ho trovato interessante un piccolo riscontro avuto durante un viaggio a Londra. Allo stato attuale delle cose è chiaro come MDNA non venda affatto mentre il tour, al contrario, registri già incassi record; ma tanto lei vorrebbe dedicarsi a far film, per riuscire là dove ha mancato la Streisand probabilmente: arrivare ad essere insignita dell’aggettivo “credibile” invece che di quello di “egoriferita”, questo a discapito dello storicizzato sessismo cinephile. Le facciamo un grosso in bocca al lupo, ché ne avrà davvero bisogno. La cosa curiosa è che, al di là delle vendite (nulle) e delle critiche (entusiaste – e comprate probabilmente), un disco da dancefloor gay oriented (per quanto molto meh) non venga passato manco per sbaglio proprio nella serata gay pop più affollata di Londra, dove al contrario ancora imperterrita suonava Lady Gaga. Ma anche Cheryl Cole, per dire.

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