…Per gli abbracci disarmati e sperduti in un mare di cinismo, spontanei e abbandonati, semplici e leggeri, profondi e sospiranti, intessuti ai miei: impacciati, impediti e ineducati. Io che non so dove mettere le mani, ché c’ho in mano l’ipod e una borsa o due o che altro. E la gente che ci guarda male, noto io. Per le barbe che si sfregano e bisbigliano tra loro con fare misterioso strani segreti di sapori e gusti alla frutta.

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