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Non discuto sulla sacrosanta libertà di fare, o meno, coming out, ma il pensiero che mi viene riguarda, per certi aspetti, la Santa Madre Chiesa -più che la Stampa che ci ritroviamo (a volte da terzo mondo e che probabilmente ci meritiamo e ci cerchiamo). l’Italia è il solito paese in cui tutto va bene (l’amore, il volemose bene, la fratellanza) alla condizione però che ci si giri dall’altra parte. Ché da una parte abbiamo padre Bernardo Boschi che consola il compagno di Dalla durante i funerali in San Petronio (perché lui quando era stato a casa loro -come Gesù dalle prostitute- non aveva mai visto niente dice) e dall’altra abbiamo suor Myriam che definisce “non naturale” e “trasgressione assoluta” l’omosessualità, e non su radio Maria, ma dalla Cuccarini, che l’ha difesa e giustificata in onore della libertà di opinione.
L’Italia ormai è chiaro non si divide in gay o meno, ma in gay chiacchierini e non, tra gay ricchi e non. E per ognuno diritti diversi.

E’ morto un artista e siamo ridotti a cercare di discernere queste cose: penso sia un metro interessante per misurare la civiltà di questo paese.

Prima di salir le scale mi son fermato a guardare una stella 
sono molto preoccupato, il silenzio m’ingrossava la cappella. 
Ho fatto le mie scale tre alla volta, mi son steso sul divano, 
ho chiuso un poco gli occhi, e con dolcezza è partita la mia mano

(Disperato Erotico Stomp – Lucio Dalla)

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