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Ok ok!, avete ragione. Visto che vi ho incuriosito con “quella cosa” di Rita Pavone e Nina Hagen non posso lasciarvi col dubbio. Ché già qualcuno di voi ha ipotizzato torbide tresche lesbo libidinose, sicuramente immaginando le nostre due eroine quali protagoniste di un fantomasmagorico film alla Russ Meyer. No, niente leccate come Martha Reeves e Dusty Springfield (loro sì che dietro le quinte del tour inglese delle Vandellas ci davano dietro! Così dicono alcune chiacchiere almeno. Sicuramente solo cattiverie messe in giro da qualche invidiosa o qualche amante respinto. Certo!). Rita e Nina hanno in comune semplicemente una canzone. Nina Hagen difatti ripropose Wenn Ich Ein Junge Wär (If I were a boy ante litteram praticamente), un pezzo cantato originariamente da Rita nel 1964  e che ebbe molto successo in Germania. Il testo, come nel caso della canzone di Beyoncè, racconta come una donna si immagina la vita potendo essere un ragazzo. Se io fossi un ragazzo potrei giocare a calcio, tornare tardi la notte senza che papà mi faccia la predica etc.

Nina che, si sa, è un po’ birichina però nella sua versione ha sostituito qualche parola qui e là e l’ultima strofa da

Es gäbe keine mehr nebenbei,
wär’ nur der einen immerzu treu.
Es wäre halb so schwer,
wenn ich ein Junge wär’!

diventa

ich wuerde in die schwulen-scene gehn
und sexy boys den kopf verdrehn
ich haett genug verkehr
Wenn ich ein junge wär!

Quindi (più o meno, i germanisti non mi saltino al collo. Scrivetemi mail dalla Germania, scrivetemi!) da: “farei metà della fatica se io fossi un ragazzo!” (ovvero: sarebbe tutto più facile) a “potrei avere abbastanza via vai se io fossi un ragazzo!“, dove via vai (traffico) sta a indicare la frequenza dei rapporti sessuali. Quindi sì, alla fine un po’ di sesso c’entrava, ma non tra le due.

 

 

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