L’innata capacità dei film di Lars Von Trier nel riuscire a farmi venire mal di stomaco si conferma invariata nel corso degli anni. Il prossimo lo guarderò con al polso un braccialetto contro il mal di mare. Melancholia poi, pare il biopic delle Lallai. Grolla d’oro alla signora in sala che esclama al marito: "Ah!, ma è un film drammatico? A saperlo stavo a casa, che per vedere ‘na cosa drammatica basta che mi guardo allo specchio".

Il Faust di Sokurov invece, che dire… Se un Leone d’Oro non fa dormire non è un Leone d’Oro: quindi tutto regolare. Il solito capolavoro mortale di cui nessuno sentirà la mancanza appena ce ne saremo dimenticati.

 

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