Pomeriggi passati a guardare Grey’s Anatomy. A mangiare granite alla menta e ghiaccioli. E mele, che le merendine fanno ingrassare. Ma poi mi mangio pure quelle, che mica sono a dieta. Sembra il diario di una bulimica un po’ hypster. 

Domani riprendo a lavorare nel circo. Che qui invece di andare avanti si va indietro eh, come i gamberi. 

Con la gente poi che crede che tu sia sempre lì, pronto per esser di conforto, per tendere una mano a seconda di come gli faccia comodo o per prendersi quel minimo di attenzione sindacabile di cui ha bisogno per alimentare il proprio ego sfiorito, che a goccia a goccia deve essere sempre ben idratato e inturgidito. La gente sta male, lo so. E io non mi arrabbio, ci mancherebbe, anche solo per pigrizia forse. Arriva. Ti cerca. Poi sparisce, ché è più felice altrove che qui. E io non mi arrabbio. Non ho niente di cui lamentarmi io: non sono una vittima di niente. Forse solo un po’ di me stesso, a volte. La gente sta male davvero, nel senso che è malata, e non è colpa di nessuno. Dovrebbe prendere psicofarmaci più adatti probabilmente. O in dosi maggiori. E poi è curioso notare come ci sia una particolarizzazione delle patologie in base all’area geografica e all’orientamento sessuale. Notavo come i gay milanesi sono tendenzialmente bipolari, quelli pugliesi solitamente mitomani, i bresciani invece… Bhe, quelli sono coglionazze di paese. Comunque non è affar mio, quindi, ciao. 

 

 

 

 

*…Perchè se prendi le vitamine e paghi le tasse e non salti mai la fila l’universo ti darà comunque persone da amare e poi lascerà che ti scivolino tra le dita come acqua. E allora che cosa ti resterà? Vitamine e basta*


(Grey’s Anatomy)

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