Come è andata? Bhe, siam stati in macchina tre ore a parlare, senza fare nulla: sperduti in un parcheggio in una notte piovosa. Lui aveva un giaccone peloso, che tempo ch’io arrivassi a prenderlo s’era inzuppato tutto di pioggia, e sapeva di cane bagnato. Lo riaccompagno sotto casa, ci abbracciamo e ciao. Stavo parcheggiando a casa mia e m’arriva un sms: non hai adempito ai doveri coniugali, è finita.
Io allora, dopo aver posteggiato l’auto, rispondo: la prossima volta mettimi una mano sul ginocchio e vedi che succede.
Lui: torna indietro.
Io: non chiedermi delle cose solo perché pensi poi non le farei…
Lui: ti aspetto.
Eran le due di notte passate, ero già rientrato a casa, col coinquilino che mi chiedeva dov’ero stato, con chi e…. E son tornato indietro. 
Alla soglia dei 30 anni me metto a far le ragazzinate io, ovvio. Mi sentivo ‘na via di mezzo tra Joy Potter e Anna Karenina.
Così siam finiti in una zona industriale da film dell’orrore a cercare di incastrarci l’un l’altro il meglio possibile, ma non è stato un granché: una sorta di partita a "tetrix – twin peaks 2.0 car edition" vicino ad una fabbrica costruita su un ex cimitero indiano. Lui che controllava la pena prevista per atti osceni in luogo pubblico (oh, son tre anni eh!) io che, mentre capivano dove mettere le gambe e le lingue, gli
chiedo "ma Zodiac l’hai visto!?"…
Sì ma, renditi conto… Voleva scopare -per disperazione o per curiosità non lo so- e in tre ore passate assieme in macchina… Niente!, non un segnale, non una mano. Che cojoni! Per una volta che uno mi aveva cercato… Mo’ per capire se vuole uscire ancora dovrò fare la patetica come al solito. 

 

Atena Glaukopis: Una volta in più che vuoi che cambi?

 

 

 

 

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