Ho sognato una casa tutta per me. Ogni finestra affacciava su una selva verde, e non si vedeva nemmeno la strada. Avrebbe potuto essere ovunque, e da nessuna parte: edera, giaggioli gialli e glicini bianchi. Era una casa chiara, con lo spazio per tutti i miei libri, quelli che compro sempre e che poi puntualmente mi dimentico di leggere; e stanno lì, a tenermi compagnia. Avevo un giradischi: per ascoltare i 45 e i 33 giri che colleziono come cartoline d’epoca. Era una casa in cui l’odore di pane appena sfornato ti riempiva le narici: mandorle, latte e scorze di limone. C’era un silenzio estremo, fresco. Ero padrone delle mie poltrone antiche e dei miei cristalli.

E la sera sarà più nera della fine del mondo. E di notte sentiremo i grilli.

 

Annunci