Posso dirlo che sta storia della Cuccarini ha rotto davvero i coglioni? Dato che la presenza di ella al Mucca era stata ampiamente pubblicizzata, per fare un vero boicottaggio , o per esprimere a pieno il proprio senso di disapprovazione… Bastava non andare al Mucca. Non era una cosa poi così complicata da farsi. Se so che un film non mi piace, non vado a vederlo. Che ci devo andare per poi lamentarmi? Scemo due volte. A sala vuota lei si sarebbe fatta una domanda e data una risposta, e idem gli organizzatori.
Il problema non è la Cuccarini (condivisibile o meno quello che dice), ma noi froci che ci dimostriamo sempre di una superficialità a dir poco preoccupante: siamo capaci di fare attivismo socio-politico solo al Borgo o al Mucca, così almeno prendiamo due piccioni con una fava, e magari un pompino in bagno. Il problema identitario gay è tutto relativo al fatto di essere correlato a una realtà tuttora (purtroppo) subalterna e marginale, e quindi fragile: si crea quindi un’autoaffermazione basata su stereotipi autoalimentati nel tentativo di essere di fronte alla possibilità spaventosa del non essere; un problema umano prima che gay. La Cuccarini in sostanza senza nemmeno rendersene conto (in leggerezza probabilmente) si è ritrovata nel bel mezzo di un processo di pertinentizzazione, in riferimento a questo però centra il punto quando con (malcelata) stizza fa notare come ci piace sentirci dire solo quello che vogliamo. Fermo restando poi che gli individui dediti all’azione (sociale o politica), per i quali il fischio potrebbe anche essere legittimo, sono sempre una percentuale irrisoria rispetto a quelli che alzan la voce solo quando si trovano a non essere individui, ma solo massa: perchè metterci la voce pare sempre più semplice che metterci la faccia (e il cervello).

 

 

 

 

Aggiornamento: mi sto sforzando il più possibile di sfornare un post per glissare  velocemente questa parentesi seriosa, faccio solo un piccolo appunto che mi ritrova alquanto divertito. Il Borgo -che guardacaso citavo bel post- per boicottare nostra signora delle cucine ha deciso di non suonare più le sue canzoni in pista finchè ella non chiederà scusa. Qualcuno sottolinea anche la differenza tra Roma, che la invita sul palco, e Milano, che invece la bandisce. Sono un po’ confuso, ma non è una novità.

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