Il suono di un campanello, come di Santa Lucia, mi sveglia dolcemente tra immagini di petali di pesco e odori di dolci madorlati; sento esotiche lingue parlate al di la della porta socchiusa, è in arrivo un tè e una camomilla verde scuro, come pietre di Baia, forse aromatizzata alle foglie di coca. C’è l’infermiera messicana e la suora, come nella più classica telenovela sudamericana e la dottoressa, come nin un serial USA non ha il camice, ha il fisico da modella, la gonna cortissima e la scarpe col tacco a spillo. In una giornata sono riuscite a farmi mangiare cinque ghiaccioli e bere litri d’acqua, ma una volta dimesso le mie tonsille non me le hanno consegnate. Maledette!

 

 


Gargaroz
Così piccolo, così fragile
Mentre la tua mamma ti portava in ospedale
Ti diceva sorridendo
“Lì c’è un dottore, sai , simpaticissimo”
Si, però alla fine m’ha narcotizzato
E le tonsille s’è fregato.

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