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Le campagne toscane sono brulle e vive nello stesso tempo. Fronde pronte a rinfrescarti dai vividi raggi del sole, aspro e cocente, si alternano a radure desertiche a perdita d’occhio. Il paesaggio scorre veloce e l’aria in volto mi fa sentire tornato tredicenne: in due sul motorino, Falcon e io, scorrazziamo tra le provinciali della Versilia, inondate dal caldo torrido di un’estate che ci porta alla ricerca del mare. Davanti noi ci fa strada Watkin, che ci ospita per un weekend in Watkinville, nella Watkin Casa di Campagna, che ha tutta l’aria di essere la scenografia perfetta per un episodio della Signora in Giallo: tra vecchi mobili di legni scuri, carichi di argenti e pizzi di Cantù, liquori fatti in casa e porcellane importate dalla Baviera, un cadavere trovato sotto il pergolato non avrebbe stupito nessuno. E io, così in viaggio per quelle strade desertiche, sul motorino mi  sentivo come Audry Hepburn in Vacanze Romane. Sì, finchè il suddetto motorino non muore. Lasciando Falcon e me, alle 15.00, sotto il sole tiranno, in mezzo al nulla; mancava solo un biplano che arrivasse per mitragliarci a dovere: Perochan la regina del deserto! L’anno prossimo si va in un centro benessere.

 

Passammo l’estate su una spiaggia solitaria e ci arrivava l’eco di un cinema all’aperto e sulla sabbia un caldo tropicale dal mare. E nel pomeriggio quando il sole ci nutriva di tanto in tanto un grido copriva le distanze e l’aria delle cose diventava irreale…

(Summer on a Solitary Beach, F.Battiato)

 

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