Vorrei una libreria. Una libreria in cui mettere tutti i libri sparsi per la stanza. Una grande scatola in cui buttare tutto quello che non mi serve più e che crea confusione. Vorrei una monografia su Vrubel. Una faro. Una scatola nuova di pennarelli. Una magliatta con su Loredana Bertè e una con Lily Van der Woodsen, un trench e una giacca da ussaro. Vorrei fare un orchestra con le scatole della pasta Barilla e un’orchidea di plastica nei capelli. Vorrei dei album da colorare, con i disegni che sembrano quelli dei film Disney, ma non proprio quelli, da colorare senza stare nei bordi. Vorrei dormire un po’, guardare la Signora in Giallo e Reporter Blues. Vorrei un fornaio a cena. Vorrei un cocktail al maracuja, dell’ananas, le fragole e i futti di boschi. Dvd di vecchi film in bianco e nero e di strambi musical pacchiani. Vorrei una risposta a una domanda che non è stata fatta. Ma tanto poi lo so che, in fondo, non voglio mai niente. Avrei voluto conoscere Katharine Houghton Hepburn, quello sì l’avrei voluto davvero.

  

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