Dopo due ore a tirare su col naso, e smoccolamenti vari la signora ci guarda e fa “Eh, ho la candela al naso. A voi non capita mai?!”. Poi sventola il fazzolettino bello smacagnato e prosegue il concerto. La signora in questione è Ornella Vanoni che sabato si è esibita in Duomo per la gioia degli astanti: pareva un concerto di Loredana Bertè; è entrata dicendo che dietro le quinte l’avevano fatta in… Cavolare terribilmente, e da lì è stato un delirio continuo: s’è lamentata per i testi che scorrevano piano, che scorrevano veloci, che non scorrevano, che lo schermo dei testi stava nella parte sbagliata del palco, il che ha poi generato un litigio in diretta con Lavezzi (che dava gli attacchi da dietro le quinte come il fantasma dell’Opera). LaO ed io ci siamo divertiti che manco in un Cabaret berlinese degli anni ’30.  Assolutamente adorabile: Ornella è la nonna che vorrei nella mia famiglia ideale. Assieme a lei ci sarebbero il nonno Beppe, la zia cartomante Loredana e, tra gli altri, la cugina scavezzacollo Amanda. La cugina Amanda che ho visto in concerto venerdì sera assieme a Mad, dopo un viaggio in solitaria, in macchina, durato tre ore e mezza … Un’odissea delirante; ad un certo punto stavo per buttarmi in un naviglio con tutta la macchina; fortunatamente lo spettacolo, in stile Cabaret  anni ’10, è stato ampiamente ripagante.  Non completamente appagante invece è stata la mia incursione al Glitter: senza StupidBoy e Countrypolitan il locale non ha ragione d’essere.

 

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