Stamane mi sono svegliato e pensavo di stare a Marrakech. O almeno come immagino si possa stare a Marrakech. Io a Marrakech non ci sono mai stato. Faceva ovviamente molto caldo e il Sole illuminava la casa di una luminescenza ambrata. Dopo aver fatto colazione con tè nero bollente e biscotti secchi, che fanno un po’ tristezza, lo so, preparo la scodellina di plastica per versare pasta colorante e liquido, li miscelo con il pettine dalle setole sintetiche che poi utilizzerò anche per dipingere i crini della Pero genitrice. Mentre guardavo Il Pirata, con Judy Garland che sventaglia una serie di espressioni che nemmeno Jessica Fletcher quando scopre l’assassinio, faccio la tinta a mia madre. Qui bene mi raccomando. Uh, stai attento qui. Qui l’hai messa? Si mamma, l’ho messa. Perché non provi a farli più chiari la prossima volta? No no, avevo già provato: non stavo bene. Judy Garland nel frattempo balla e si strugge con dei costumi improbabili che nemmeno Carmen Miranda nei giorni di gloria: Minnelli non deve essere mai stato ai tropici evidentemente; le scenografie sembrano quelle un presepio napoletano. Dopo aver dipinto mia madre, nel pomeriggio passo alle tele. Non so cosa vi abbiano raccontato sulla pittura, ma sicuramente sono tutte fandonie: non è divertente e non è liberatorio. Non c’è catarsi. E’ sapere di dover stare nudi dallo psicanalista, sapendo di non poterci riuscire. Chissà che effetto fa riuscire a guadagnarsi da vivere vendendo le proprie psicosi.  

 

 

Me odio por tanto quererte
Me castigas cuando estoy sin verte
Solamente de imaginarte
Yo me muero por acariciarte.

 

(Me Odio, Gloria Estefan)

Annunci