Il nuovo trend per i party molto chic e molto vip, quelli a cui Signorini vorrebbe essere imbucato e la Bignardi ambirebbe ad essere ospitessa d’onore allo scopo di chiedere agli invitati di fare un rutto per farsi quattro risate molto ricercate, è la provincia; lo profonda provincia. Molto profonda. Le desolate città d’estate fanno tristezza, le Piazze d’Italia ci fanno orrore: la provincia (in)colta invece ci regala scenari di campi verdi e pannocchie gialle che sembrano proiettati in sovraimpressione su uno schermo di seta bianca, stradine sterrate si dipanano tra canali e canneti, che ci si aspetta di veder spuntare Orsini da una frasca da un momento all’altro. Magara! I poli di questa brulicante vita sociale sono Scannabue e Codogno. In un party a Scannabue, tra le altre cose, ho scoperto l’esistenza del giuoco di società della mia vita: “Piccole Donne, Il Gioco delle Borsette Misteriose”. A Codogno invece mi sono trasmutato in un’entità a metà strada tra Amy Winehouse e Laura Palmer appena scampata a un’aggressione di Bob. Lo sguardo abbacinato non era per l’alcol però, ma era tutto per un Delfino Curioso, che si spera ardentemente si digievolva quanto prima in Cavalla Golosa. Tra gli invitati deliziosa colei che sembra(va) Tori Amos, vestita da Rachel Zoe, appena uscita da una Whiskyteca.

 

 

La cosa poi più meravigliosa della social life che orbita lontano distanze siderali dalla civiltà è però il ritorno; le strade di notte che costeggiano misconosciuti navigli, i riflessi delle poche luci dissidenti, la luna ed i grilli, le rose e i violini. E la macchina che non parte. Di nuovo. Un’altra macchina! Paura e delirio a Soncino, dove l’automobile ha deciso di spirare per raggiungere Billy Holiday. Alle quattro di notte nemmeno un meccanico che passava in zona, una fata madrina, un San Giorgio, un Bellerofonte. Nessuno. Giusto Mad! Mad che mi ha salvato da una prospettiva in stile la Donna Sotto le Stelle, ma senza scalinata: solo le stelle. Mad a cui ho fatto venire la nausea a suon di ringraziamenti, che manco la Bertè con i fonici: grazie Mad, grazie! E grazie alla sartoria (che ci sta sempre bene).

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